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giovedì 14 giugno 2012

Dance, dance, dance (Haruki Murakami)



Dance, dance, dance di Haruki Murakami. è il primo libro che ho letto di questo famoso scrittore ormai da tempo diventato un culto. In realtà tempo prima avevo letto un suo lavoro autobiografico L'arte di correre; non riuscendo ancora ad avvicinarmi a Murakami scrittore avevo cercato un contatto con l'uomo. Le riflessioni di Murakami mi avevano molto interessato: ho sempre ammirato la disciplina e la detreminazione e la vita di Murakami è un esempio di entrambe le cose. Per avvicinarmi ad un romanzo ho aspettato comunque ancora un anno; in un meso particolarmente freddo e noioso mi sono detta che era il momento di leggere qualcosa di “importante” e così, praticamente a caso, ho preso in biblioteca Dance, Dance, Dance (Dansu, dansu, dansu). Tra le altre riflessioni del saggio l'arte di correre, una in particolare mi aveva commosso e mi aveva fatto scattare una scintilla: ad un certo punto, mentre corre, Murakami viene superato da un gruppetto di ragazze. Vanno più veloce di lui, sono giovani, hanno un passo deciso e d elstico, la loro corsa comunica sicurezza; Murakami vede in questa scena quello che lui non potrà mai essere, il senso di sicurezza, di forza, di vittoria. Uno che nella vita non farà mai goal senza fatica, ma sempre e solo dopo infiniti sforzi.